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Capitanata
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La mwbqCapitanata è un distretto storico-geografico dell'mwbgItalia meridionale, corrispondente con buona approssimazione al settore settentrionale della moderna regione mwbwPuglia (a nord del fiume mwcaOfanto).

A partire dal mwcgbasso Medioevo ha costituito un'unità amministrativa, dapprima nel mwcwregno di Sicilia, poi nel mwdaregno di Napoli e, quindi, nel mwdqregno delle Due Sicilie, confluendo infine nella mwdgprovincia di Foggia del mwdwregno d'Italia.

Contents

Storia
Simboli
Note

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Territorio

Estesa per oltre mwew7 000mwfa km², corrispondeva approssimativamente all'antica mwfqDauniacite-ref-1[1], rispetto alla quale era però più estesa sul margine occidentale (ove comprendeva alcune aree storicamente legate al mwggSannio, come ad esempio mwgwSan Bartolomeo in Galdo), ma meno sul lato meridionale (mwhaCanosa e mwhqVenosa rimanevano infatti escluse). Geograficamente comprendeva il mwhgTavoliere delle Puglie, il mwhwGargano e i mwiaMonti della Daunia. Insieme con la mwiqTerra di Bari e la mwigTerra d'Otranto venne a comporre, sia pur a grandi linee, il territorio dell'attuale mwiwregione Puglia.

I confini erano: a nord-ovest con il mwjqContado di Molise (che in alcuni secoli venne a dipendere anch'esso dalla Capitanata), a sud-ovest con il mwjgPrincipato Ultra, a sud con la mwjwBasilicata e a sud-est con la mwkaTerra di Bari. La gran parte della popolazione si esprimeva tramite mwkqdialetti italiani meridionali; tuttavia nella mwkgValmaggiore, tra le alture boscose dei Monti Dauni, è presente fin dal tardo medioevo l'unica mwkwminoranza francoprovenzale in Puglia, localizzata nei piccoli comuni di mwlaFaeto e mwlqCelle di San Vito, mentre al Quattrocento risale la minoranza mwlgarbëreshë di mwlwCasalvecchio di Puglia e mwmaChieuti.

Origini del nome

Il mwmwcoronimo, in origine mwnaCatapanata, deriva da mwnqmwngcatapano, termine con il quale si indicava il funzionario che amministrava il territorio del mwnwCatapanato d'Italia durante l'mwoaImpero bizantino; col tempo, per la mwoqmetatesi delle due sillabe centrali del termine mwogkatepanos, si ebbe mwowkapitanos, poi latinizzato in mwpacapitanus, per cui il comparto territoriale che ricadeva sotto l'amministrazione di tale funzionario bizantino prese il nome di Capitanata, ovvero "Terra del mwpqcatapano". In origine il riferimento era soprattutto alle aree mwpgsubappenniniche, laddove erano state appena fondate diverse nuove città (la più importante delle quali era mwpwTroia); più tardi, in mwqaepoca normanna, il coronimo "Capitanata" sarebbe stato infatti utilizzato per indicare la medesima area situata a ovest del Tavoliere, mentre il Gargano venne a costituire un territorio a sé stantecite-ref-2[2].

Storia

Istituzione

Intorno al 1230 la Capitanata fu costituita in mwtagiustizierato da mwtqFederico II di Svevia nell'ambito del mwtgRegno di Sicilia. Non si ha notizia di una sede ufficiale, poiché le mwtwcostituzioni di Melfi stabilivano che i giustizieri dovevano essere itineranti, così come lo era la corte règiacite-ref-3[3]. Ad ogni modo un documento dell'epoca intitolato mwvaQuaternus de excandenciis Capitanate elencava trentatré insediamenti, dalle città principali (mwvqFoggia, mwvgTroia, mwvwSiponto) ai centri minori (mwwaDeliceto, Casale Sale); viceversa altre località, tra le quali mwwgSan Severo e mwwwLucera, non erano citate.cite-ref-4[4] Altri documenti di epoca sveva documentano la presenza di centinaia di insediamenti, come lo mwyastatutum de reparatione castrorum (la cui prima stesura risale al 1231) in cui sono inoltre citati 24 castelli e 28 mwyqdomuscite-ref-5[5].

Sempre durante la fase sveva, il centro più importante fu sicuramente Foggia, mwzwsede inclita imperiale, dove tra le altre cose si riuniva la mwaaMagna Curia e dove avvenivano le maggiori assemblee per il giustizierato. Il giustizierato di Capitanata fu tra i preferiti dell'imperatore che gradiva molto soggiornarvi per le sue attività politiche e di svago. La stessa cosa fu per i figli di Federico, mwaqCorrado IV e mwagManfredi. Con la conquista mwawangioina del 1266, il territorio iniziò lentamente a perdere quel ruolo di centralità ottenuto con gli svevi a favore della mwbaTerra di Lavoro, dove a mwbqNapoli fu stabilita la sede degli uffici centrali prima con mwbgCarlo I e successivamente in maniera molto più stabile e strutturata con mwbwCarlo II. La Capitanata d'altronde rimase centrale per la produzione agricola e per lo sbocco sull'Adriatico in tutto il mwcaTrecento e il mwcqQuattrocento.

Nel Cinquecento la provincia di Capitanata (cui competeva ormai anche l'amministrazione del mwcwcontado di Molise) aveva sede alternativamente a Lucera e San Severo. Il capoluogo, sede dei funzionari provinciali e del tribunale della mwdaRegia Udienza, fu spostato a San Severocite-ref-6[6] durante il Regime dei Quaranta, ma nel 1579 il rango di capoluogo tornò a Lucera, dove si trasferirono il governatore della provincia e il tribunale. Nei due secoli successivi Lucera mantenne ininterrottamente il ruolo di capoluogo fino al 1806, allorquando, in seguito alla riforma amministrativa del Regno, esso fu definitivamente assegnato alla città di Foggia; contestualmente il mweqMolise fu definitivamente staccato dalla Capitanata per costituire una provincia a sé stante.

La riforma napoleonica

Nel 1806, con la legge 132 mwfaSulla divisione ed amministrazione delle province del Regno, varata l'8 agosto, da mwfqGiuseppe Bonaparte, la ripartizione territoriale del mwfgRegno di Napoli venne riformata sulla base del modello francese e fu soppresso il sistema feudale. Negli anni successivi (tra il 1806 e il 1811), una serie di regi decreti completò il percorso d'istituzione delle nuove province con la specifica dei comuni che in esse rientravano e la definizione dei limiti territoriali e delle denominazioni di distretti e circondari in cui ciascuna provincia veniva suddivisa. Dal 1º gennaio 1817 l'organizzazione amministrativa venne definitivamente regolamentata con la mwfwLegge riguardante la circoscrizione amministrativa delle Provincie dei Reali Domini di qua del Faro del 1º maggio mwga1816.

La sede degli organi amministrativi era ubicata a Foggia nel mwggpalazzo Dogana, attuale sede della provincia.cite-ref-7[7]

Epoca contemporanea

In epoca contemporanea il nome mwiqCapitanata è ampiamente usato come sinonimo di mwigprovincia di Foggia, di cui è denominazione istituzionale alternativacite-ref-8[8].

Simboli

Il suo stemma rappresenta mwkqsan Michele, mwkgpatrono della mwkwprovincia, venerato nella storica basilica di mwlaMonte Sant'Angelo sul mwlqGargano.

Suddivisione amministrativa

La provincia era suddivisa in successivi livelli amministrativi gerarchicamente dipendenti dal precedente. Al livello immediatamente successivo alla provincia individuiamo i distretti che, a loro volta, erano suddivisi in mwmacircondari. I circondari erano costituiti dai mwmqcomuni, l'unità di base della struttura politico-amministrativa dello Stato moderno, ai quali potevano far capo i villaggicite-ref-9[9], centri a carattere prevalentemente rurale.

Nel 1806, la Capitanata fu suddivisa in tre distretti, detti anche sottintendenze:


Nel 1811, in seguito alla riorganizzazione amministrativa e territoriale della provincia, il distretto di Manfredonia fu soppresso e il suo territorio fu accorpato, per una parte, al nuovo distretto di San Severo e, per la restante parte, al distretto di Foggia; mentre il distretto di Larino, dopo aver perso l'area orientale del suo territorio, anch'essa trasferita al neonato distretto di San Severo, fu staccato dalla provincia di Capitanata e aggregato alla provincia di Molise, acquisendo comuni e casali dal mwpwdistretto di Campobasso, mwqadistretto di Isernia e mwqqdistretto di Vasto.

La Capitanata, pertanto, risultò così suddivisa:


Tale suddivisione restò in vigore fino alla proclamazione del mwswRegno d'Italia, del mwta1861, quando i distretti furono soppressi.

Note

cite-note-11. mwuwmwvaGiovan Battista Pacichelli, mwvqmwvgIl Regno di Napoli in prospettiva - Parte Terza, mwvwNapoli, 1703, p.mwwa 96.
cite-note-22. citereffedericianamwxqmwxgCapitanata, in mwxwmwyaEnciclopedia federiciana, Roma, mwyqIstituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
cite-note-33. mwzqAndrea Romano, mwzgmwzwGiustiziere, in Enciclopedia Federiciana, su mw0aTreccani.
cite-note-44. mw1a(mw1qmw1gEN) Paul Oldfield, mw1wDocumenting the Past in Medieval Puglia, 1130-1266, Oxford University Press, 2023, p.mw2a 116, mw2qISBNmw2g 9780192870902.
cite-note-55. mw3wmw4amw4qI Castelli, le Domus e lo Statutum de Reparatione Castrorum | Stupor Mundi, su mw4gwww.stupormundi.it. mw4wURL consultato il 16 marzo 2026.
cite-note-66. Francesco de Ambrosio, mw5wMemorie storiche della Città di Sansevero in Capitanata, Napoli, de Angelis, 1875, pp. 70-71; Antonio Casiglio, mw6aDue testimonianze sulla Regia Udienza in San Severo, in «Notiziario del Centro di Studi Sanseveresi», novembre 1979
cite-note-77. mw7amw7qmw7gPalazzo Dogana, su mw7wreciproca.it. mw8aURL consultato il 15 agosto 2010.
cite-note-88. Lo mw9astatuto della provincia di Foggia, all'articolo 2, punto 2, recita: «mw9qNegli atti ufficiosi, anche a rilevanza pubblica ed esterna, [essa] può assumere la denominazione di Provincia di Capitanatamw9g nel rispetto della propria identità storica territoriale». mw9wmw-amw-qStatuto della Provincia di Foggia, su mw-gprovincia.foggia.it, mw-wProvincia di Foggia. mw-aURL consultato il 16 agosto 2008.
cite-note-99. Nel Regno delle Due Sicilie, i centri abitati privi di autorità municipale erano chiamati "villaggi", tranne in Calabria Citeriore dove erano detti "rioni", in Abruzzo "ville", in Salerno e Napoli "casali". mwaqaGabriello De Sanctis (a cura di), mwaqemwaqiDizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840, p.mwaqm 29. mwaqqISBN non esistente

Bibliografia

• mwaqgAttilio Zuccagni-Orlandini, Corografia fisica, storica e statistica dell'Italia e delle sue Isole, Firenze, Tipografia L'Insegna di Clio, 1845. mwaqkISBN non esistente
• mwaqsGabriello De Sanctis (a cura di), Dizionario statistico de' paesi del regno delle Due Sicilie, Napoli, 1840. mwaqwISBN non esistente
• mwaq4Gabriello De Sanctis (a cura di), Elenco alfabetico delle province, distretti, circondari, comuni e villaggi del regno delle Due Sicilie, Napoli, Stabilimento Tipografico di Gaetano Nobile, 1854. mwaq8ISBN non esistente
• mwarePompilio Petitti (a cura di), Repertorio amministrativo ossia collezione di leggi, decreti, reali rescritti ecc. sull'amministrazione civile del Regno delle Due Sicilie, vol. 1, Napoli, Stabilimento Migliaccio, 1851. mwariISBN non esistente
• Francesco Granatiero, mwarqDal Gargano all'Appennino, le voci in dialetto, Foggia, Sentieri Meridiani Edizioni, 2012.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Capitanata

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itCapitanata, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mwaaJean-Marie Martin, CAPITANATA, in Federiciana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2005.
• citerefsapere-itCapitanata, su sapere.it, De Agostini.